La Repubblica ci avrebbe fatto un inserto speciale giornaliero contenente tutte le intercettazioni e i retroscena del caso, il Fatto Quotidiano avrebbe cominciato a sbobinare i tanti nastri arrivati dalla Procura sulla scrivania di Travaglio, Servizio Pubblico avrebbe mandato i propri segugi sul posto per scoprire le verità nascoste di una torbida vicenda, Piazzapulita avrebbe sguinzagliato il roscio Sortino davanti il Parlamento in cerca dello scoop a chilometri zero, Fazio e la Litizzetto avrebbero smesso per un attimo di pubblicizzare libri, trasformando ‘Che tempo che fa’ in un talk show politico, mentre Ballarò avrebbe montato i soliti servizi di copertina con musiche angoscianti degne del miglior Kubrick. 

E ancora. Vendola avrebbe parlato di un intreccio melmoso tra politica e finanza tipico del berlusconismo strisciante, gli ‘indignados’ sarebbe scesi nuovamente in piazza, ritornando tali dopo un lungo periodo di riflessione montiana, anche le donne di ‘Se non ora quando’ si sarebbero mobilitate contro il tiranno maschilista colpevole di aver sfruttato una banca (sostantivo femminile, ndr) per i comodi del proprio partito, YouDem avrebbe riesumato Monicelli proponendogli di girare uno spot da diffondere su Youtube contro il malaffarismo del centrodestra, lo spread sarebbe salito a 3500 punti base, Napolitano sarebbe intervenuto pubblicamente per difendere gli interessi del popolo con tanto di commozione finale, la Merkel avrebbe manifestato il proprio sdegno sottolineando la poca credibilità del soggetto in questione.

E che dire di Leoluca Orlando? Lui avrebbe organizzato una fiaccolata a Palermo con tanto di Antonio Ingroia e Salvatore Borsellino in prima fila con in mano l’agenda rossa del giudice Paolo. Bianca Berlinguer, poi, avrebbe trasmesso un’edizione speciale del Tg3 di 96 ore non stop, con tanto di approfondimenti, interviste e backstage. Saviano ci avrebbe addirittura scritto un nuovo libro per denunciare la puzza di camorra nell’affare in questione, Bersani avrebbe proposto una commissione d’inchiesta, la Bindi si sarebbe incatenata a ‘Porta a Porta’ per otto settimane e mezzo, Gianfranco Mascia (chi?) avrebbe presentato 8500 tra esposti e querele all’Ocse, alla Corte dei diritti umani, al Papa, al tribunale dell’Aja, alla regina Elisabetta, alla Procura di Palermo, mentre la Boccassini avrebbe comiziato a reti unificiate, accusando Dell’Utri, Cosentino, Milanese, Papa e Scajola di essere anche loro invischiati nel losco affare e affidando ai suoi colleghi l’onore di spiccare decine e decine di mandati di custodia cautelare per banchieri, dirigenti, politici e portaborse.

Ecco, sarebbe successo tutto questo se il leader del partito colluso con l’alta finanza si fosse chiamato Berlusconi e non Bersani, se invece di Mussari avremmo avuto a che fare con Ennio Doris, se al posto del Monte dei Paschi ci fosse stata Banca Mediolanum, se la provincia rossa di Siena si fosse trasformata in quella azzurra di Milano, se in cambio di Enrico Rossi ci fossimo trovati davanti a Roberto Formigoni, se il sindaco della città incriminata fosse stata la Moratti e non Ceccuzzi. Sarebbe, perché in realtà è successo il contrario.

 

1 Comment for this entry

  • eleonora41 scrive:

    tutto vero, oggi si parla di draghi , ieri napolitano ha detto le solite
    cretinate per non parlare di bagnasco che vuole soldi ed ancora soldi .