Quando la Pasqua si avvicina, viene spontaneo pensare alle scorpacciate di uova di cioccolato – e ai successivi mal di pancia – che attendono grandi e piccini. In realtà, i dolci pasquali sono talmente tanti e vari da rendere l’automatica associazione Pasqua – uova se non altro un po’ banale.

Troppo spesso sottovalutata, ad esempio, è la pastiera napoletana. Capolavoro della gastronomia partenopea, la pastiera è uno di quei dolci la cui genuinità si respira nell’aria sin da quando l’aroma della cannella squisitamente amalgamata a vaniglia e fiori d’arancio raggiunge l’olfatto, ancor prima di gustarne il sapore casereccio della pastafrolla fatta in casa. Basta un morso per dare vita a un’esperienza sensoriale che rimanda a tempi antichi, in cui la tradizione vige sovrana e la naturalezza degli ingredienti è d’obbligo. Perfetto connubio di ricotta, frutta candita, zucchero, uova e grano bollito nel latte, la pastiera è effettivamente circondata da un’aura mitologica conferitale dalla moltitudine di aneddoti, leggende e racconti popolari che si narrano sul suo conto. Secondo la versione mitologica, la pastiera fu creata dagli dei mescolando gli ingredienti – farina, ricotta, uova, grano tenero, acqua di fiori d’arancio, spezie e zucchero – che gli abitanti del Golfo situato tra Posillipo e il Vesuvio avevano recato in dono alla sirena Partenope che ogni primavera li allietava con i suoi canti. Altri ritengono che le origini della pastiera risalgano all’epoca romana e all’abitudine di offrire agli dei uova, latte e miele durante le feste pagane celebrate in periodo primaverile. Più probabilmente, la pastiera così come la conosciamo oggi fu perfezionata nel ‘600 circa all’interno dei conventi campani, tra i quali spicca quello di San Gregorio Armeno al quale è unanimemente attribuito il primato assoluto proprio per la preparazione della pastiera da parte delle sue suore. La prossima Pasqua, dunque, lasciatevi tentare dalla pastiera: esteticamente meno attraente del solito uovo di pasqua, non c’è dubbio, ma dotata di un “retrogusto” tradizionale che se non vi incuriosisce dal punto di vista storico-leggendario, vi rapisce però il palato.

 Pastiera napoletana

 Ingredienti per la pasta (per 12 persone): una confezione da 1 kg. di pasta frolla surgelata

gr. 700 di ricotta di pecora

gr. 400 di grano cotto (si trova in scatola nei supermercati, oppure lo puoi sostituire con: orzo perlato che va messo a bagno la sera prima e cotto per 30 minuti o del riso a chicco tondo per dolci cotto per circa 20 minuti)

gr. 600 di zucchero

1 limone

gr. 50 di cedro candito

gr. 50 di arancia candita

gr. 50 di zucca candita (si chiama”cucuzzata”) oppure altri canditi misti

gr. 100 di latte

gr. 30 di burro o strutto

5 uova intere + 2 tuorli

una bustina di vaniglia

un cucchiaio di acqua di fiori d’arancio

un pizzico di cannella (facoltativo)

Preparazione:

Fate scongelare la pasta frolla a temperatura ambiente.

Versate in una casseruola il grano cotto, il latte, il burro e la scorza grattugiata di 1 limone; lasciate cuocere per 10 minuti mescolando spesso finchè diventi crema.

Frullate a parte la ricotta, lo zucchero, 5 uova intere più 2 tuorli, una bustina di vaniglia, un cucchiaio di acqua di fiori d’arancio, e un pizzico di cannella (facoltativo)

Lavorare il tutto fino a rendere l’impasto molto sottile. Aggiungere una grattata di buccia di un limone e i canditi tagliati a dadi. Amalgamare il tutto con il grano.

Prendete la pasta frolla scongelata, o quella fatta da voi e distendete l’impasto allo spessore di circa 1/2 cm con il mattarello e rivestite la teglia (c.a. 30 cm. di diametro) precedentemente imburrata, ritagliate la parte eccedente, ristendetela e ricavatene delle strisce.

Versate il composto di ricotta nella teglia, livellatelo, ripiegate verso l’interno i bordi della pasta e decorate con strisce formando una grata che pennellerete con un tuorlo sbattuto.

Infornate a 180 gradi per un’ora e mezzo finché la pastiera non avrà preso un colore ambrato; lasciate raffreddare e, prima di servire, spolverizzate con zucchero a velo.

 

pastiera napoletana

pastiera napoletana de L'Oasi del Gusto

 

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