Due autoritratti in un capolavoro. E’ la tesi di un esperto d’arte britannico secondo cui il maestro da Vinci si sarebbe immortalato in due apostoli dell’Ultima Cena. Lo sostiene Ross King, già autore del best-seller ‘La cupola del Brunelleschi” (2009), suggerendo che il pittore della Gioconda avrebbe dato le sue fattezze agli apostoli Tommaso (nella foto a destra) e Giacomo Minore (a sinistra) nel Cenacolo di Milano. “L’Ultima Cena è l’unica opera del maestro da Vinci su cui nessuno, accademico o dilettante, si è mai esercitato a trovare un ritratto di Leonardo”, ha detto King all’Independent. La prova della sua tesi sarebbe contenuta in una poesia poco nota scritta negli anni Novanta del Quattrocento, quando Leonardo stava dipingendo l’Ultima Cena nel refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano. Il suo autore, Gasparo Visconti, era un amico dell’artista e, come lui, un dipendente della corte degli Sforza. Visconti prende in giro in versi un artista di cui non fa il nome per aver messo il suo autoritratto nei suoi dipinti “per quanto bello possa essere” e con “gesti e espressioni” tipici del personaggio. Il dito alzato dell’apostolo Tommaso nell’Ultima Cena sembra evocare un gesto tipico attribuito a Leonardo, sostiene King il cui lavoro su Leonardo sarà pubblicato a fine agosto da Bloomsbury. King collega ai due apostoli anche un ritratto a seppia che raffigurerebbe Leonardo nel 1515, opera di uno dei suoi assistenti: l’uomo dalla bellezza classica che vi è raffigurato ha un naso ‘greco’, capelli lunghi e una lunga barba, “rara quest’ultima in un uomo italiano dell’epoca”. Tommaso e Giacomo Minore hanno entrambi le stesse fattezze.

(Foto e immagini da La Repubblica.it)

Leonardo e gli autoritratti nascosti

Leonardo e gli autoritratti nascosti

 

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