Triplice fischio. E’ finita. Toghe e toghette possono rientrare negli spogliatoi. Si è appena concluso un altro capitolo della lunga vita giudiziaria di Silvio Berlusconi. La Cassazione, infatti, ha respinto il ricorso della Fininvest contro la Cir, editore di Repubblica, e dunque la società che fa capo all’ex presidente del Consiglio dovrà risarcire quella di De Benedetti per la vicenda del Lodo Mondadori. Il risarcimento avrà un ritocco al ribasso, un taglio di soli 23 milioni rispetto alla cifra liquidata dai giudici in Corte d’Appello, allora stabilita in 564,2 milioni di euro.

Una sentenza che ovviamente dovrà essere rispettata, perché così funziona in un paese “civile”, ma che non ci esime dal commentarla, soprattutto per lo svolgimento anomalo che il processo civile ha avuto sin dal suo inizio. Sono tanti i punti oscuri di questo “esproprio”.

a)      La Cir aveva chiesto 468 milioni di euro e, in primo grado, se ne vedeva riconosciuti 750, la somma più alta mai stabilita in un giudizio civile in Italia.

b)      Il giudice Raimondo Mesiano (quello dei calzini blu di Brachino per intenderci) aveva agito da solo, senza chiedere l’aiuto di alcun perito, ed è noto che i magistrati sono soliti nominarne uno anche per un semplice incidente stradale.

c)      Mesiano affermò che in giudizio civile, al contrario di quello penale, non occorre la certezza della prova per decidere, ma basta la presunzione, stabilendo, in maniera alquanto anomala, che Berlusconi fosse personalmente responsabile della vicenda corruttiva.

d)      Appena undici giorni dopo quella sentenza, ovvero il 14 ottobre 2009, il Csm promosse il giudice Mesiano, con una delibera che ne sottolineava «indipendenza, imparzialità ed equilibrio».

e)      Il valore in Borsa degli asset di Mondadori è di 220 milioni mentre l’indennizzo stimato dalla Cassazione supera i 470 milioni.

In conclusione i giudici hanno riconosciuto a De Benedetti oltre 70 milioni di euro in più di quanti ne aveva chiesti citando in giudizio la Fininvest. Aspetto magari irrilevante, magari consueto. Certo, a pensar male si fa peccato, ma molte volte ci si azzecca.

Carlo-De-Benedetti-camicia-a-righe

1 Comment for this entry

  • eleonora410 scrive:

    ho letto come le toghe hanno fatto i conti , cose da galera per le toghe . il sole 24 ore di qualche giorno fa parlava dell’ignoranza delle toghe su bilanci delle quotate e io aggiungo anche dellenon quotate , non sanno o non vogliono sapere come funziona una società , mi riferisco ai riva . qui siamo nella oscenità profonda . de benedetti è conosciuto in Piemonte per il fallimento olivetti , prima ha rubato tutto il capitale e poi ha fatto fallire la società . ha fatto fallire la azienda di stato IRI intascando il capitale e fuggendo all’estero. ora la CIR è fallimentare un’altra volta . esattamente per il capitale richiesto . che se ne farà ? semplice intasca e la cir fallisce . e bravi i magistrati , a quanto ammonta la vostra percentuale ?