In pochi se lo ricordano, eppure accadde. E questo nonostante le affermazioni (a questo punto mendaci) del presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, che appena ieri affermava convinto che “nei precedenti casi il Pd ha sempre chiesto che in Aula si possa votare con scrutinio palese e così sarà anche stavolta”.

Nel settembre 2011, quando la Camera dei Deputati doveva decidere se dare il via libera alla richiesta d’arresto del deputato Pdl, Marco Milanese, accusato di corruzione dalla Procura di Napoli, il Pd chiese il voto a scrutinio segreto, pur di mettere in difficoltà il governo Berlusconi.

“Ci sarà il voto segreto. La forma della richiesta la discuteremo con gli altri gruppi di opposizione ma questo non è determinante. Ciò che è certo è che il voto segreto ci sarà”, annunciò in pompa magna, qualche giorno prima del voto, l’allora capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini.

L’intento era tutto politico, poiché si vociferava che la Lega, nel segreto nell’urna, avrebbe potuto dire sì all’arresto, mandando definitivamente in crisi la maggioranza traballante di Berlusconi. Alla fine l’assalto venne scongiurato anche se solo per tre voti.

 

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2 Comments for this entry

  • Baldo Cane scrive:

    Suggerisco “avrebbe” al posto di “avesse”

  • eleonora410 scrive:

    basta non toccare la sinistra e tutto va bene . mi hanno bloccato fb solo perché ho osato dare del pederasta all’amico di letto di vendola . ho anche detto no all’adozione parlando dei padri amorosi che violentano i figli . guarda pyotr non si dice e non si pensa , la lobby si offende . ciao nessun altro commento