Domenica scorsa, la Domenica Laetare di questa Quaresima 2013, noi parrocchiani di Nostra Signora di Guadalupe di Monte Mario in Roma abbiamo ricevuto il dono di una visita importante: il Cardinale Timothy Michael Dolan, Arcivescovo di New York, nominato Cardinale del titolo di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario nel concistoro del 18 febbraio 2012 dal nostro Papa Emerito Benedetto XVI, ha celebrato nella nostra Parrocchia la Messa delle 11:30.Non ci attendevamo una sua visita, visti i numerosi impegni che lo attendono per il Conclave e la ormai prossima elezione del nuovo Papa. Ed invece eccolo qua, tra noi a fare il Pastore. Nella sua omelia, infatti, non parla del difficile lavoro che lo attende, della grande responsabilità che deve condividere con gli altri cardinali; ci dice, con disarmante autenticità, che per un giorno vuole essere semplicemente Padre Timothy, il nostro parroco newyorkese. Don Franco, o come ama chiamarlo il Cardinale Dolan con il suo simpaticissimo accento italo-americano, “il Monsignor Mammoli”, è molto emozionato come noi, e nonostante il breve preavviso, gli prepara un’accoglienza davvero calorosa.Qui in Italia, quando si pensa ad un cardinale, si immagina un consacrato vestito di rosso che ti saluta con discrezione da lontano, circondato e protetto dai suoi assistenti.Il Cardinale Timothy Michael Dolan nella Parrocchia Dolan no. Lui entra in chiesa e, incurante della processione di Nostra Signora di Guadalupe in Roma. dei sacerdoti già giunti sull’altare, abbraccia la gente, stringe Foto di Riccardo Mariani mani, bacia i bambini, dà una carezza alle suore, sorride atutti. Poi ci viene incontro. Noi seduti al banco del coro, organizzato in fretta la mattina stessa, siamo tanto emozionati e fieri della sua attenzione. Ci dice che il nostro canto è come quello del coro della Cappella Sistina. Non gli crediamo, ma l’affermazione strappa un sorriso divertito a tutti.Lo scorso ottobre, durante la sua precedente visita, avevamo provato a lungo in attesa del suo arrivo. Oggi ci dovrà aiutare la Provvidenza! La Messa è più gioiosa del solito. La presenza di tanti fedeli newyorkesi ci fa sentire un po’ più cittadini del mondo. Sul finire dell’omelia il Cardinale Dolan ci promette una sua nuova visita al termine del Conclave. Nonostante sia nella rosa dei “papabili” non ritiene di essere eletto, evidentemente, se pensa di poter tornare tra noi. Anche lui, come ha fatto Benedetto XVI, ci insegna l’umiltà di un cristiano. Al termine della celebrazione dobbiamo cantare per due volte di seguito “Tu sarai profeta” per accompagnarlo all’uscita, perché si rituffa tra la gente, abbraccia tutti, con il sorriso e con le mani forti e vigorose, mani americane. Sulla piazza, gremita di persone, ci sono almeno una sessantina di fotografi e giornalisti speranzosi di intervistarlo. Qualcuno si accontenta di fare un’intervista a qualche parrocchiano. Ma dopo le prime domande di rito:”Cosa le sembra di questo Cardinale?” o ancora “Le piacerebbe come nuovo Papa?” i giornalisti incalzano con argomenti non inerenti del tipo:”Cosa ne pensa dei rapporti prematrimoniali?” oppure “….e che ne dice dell’Eucarestia per i divorziati?”. Chissà cosa scriveranno sui giornali. Invece io ho solo voglia di ringraziare. Per l’affetto di questo cardinale vicino alla gente, per la sua semplicità, per la sua umiltà, per il suo sorriso. Lui ispira fiducia. Chiedo a tutti una preghiera per i componenti del Conclave, perché siano illuminati dallo Spirito Santo. E per Benedetto XVI che non ci ha abbandonati, ma ora prega incessantemente per il futuro del mondo.’

Morena De Carlo

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