Un libro di Carlo Santanchè sul ruolo della madre nei primi anni di vita di un bambino, tra sviluppo ed educazione. Con una proposta.

La presentazione dell’autore

 Il periodo più importante della vita di una persona sono i primi quattro anni, durante i quali il bambino ha il diritto di rimanere sempre accanto a sua madre, ricevere da lei cure, attenzioni, affetto e formazione psichica e affettiva che lo porti a diventare, crescendo, una persona completa. Questo è quello che io chiamo il Mirabile periodo, lasso di tempo in cui avviene il prezioso travaso educativo frutto della transgene­raziona­lità materna. L’inconscio ha bisogno, per ben svilupparsi, di tutte le energie fisiche e spirituali della madre che sente e ha il dovere di svolgere il suo ruolo con continua concentrazione e senza interruzione, giorno e notte, offrendosi come esempio di vita.

Frutto di studi scientifici sul tema, che sottolineano l’importanza del ruolo della madre nella nascita e nella formazione del figlio dal concepimento ad almeno l’età della ragione (intorno ai cinque anni di vita) il Mirabile periodo è attualmente marginalizzato e sottaciuto, a favore di una medicalizzazione del rapporto madre-figlio, che si concentra solo sull’aspetto della salute dell’una e dell’altro. Molto più ampio è invece il ruolo materno nel periodo più fertile e formativo nella formazione della psiche e dell’animo del figlio, che dalla madre succhia insieme al latte anche i valori, l’amore e la fede cristiana.

Un ruolo fondamentale in questo contesto, per sostenere madre e bambino nel delicato e fecondissimo Mirabile periodo, è quello del marito, della comunità sociale e della Chiesa: a loro è dele­gato il compito di difendere e curare quel nido di vita che è il rapporto tra mamma e figlio nei primi quattro anni di vita. Questo per impedire alla madre di essere schiava dell’imperante logica di tipo mercantile che vuole la donna efficiente nel campo lavorativo, a scapito dell’educazione e della vita stessa dei propri figli, abbandonati nell’epoca più delicata e destinati per questo a diventare delle persone piene di problemi nella vita.

Perché la società prenda seriamente in considerazione la necessità di curare, difendere e promuovere il Mirabile periodo la mia proposta è quella di fondare un Movimento, formato da laici e consacrati, che si faccia carico di diffondere la teoria, scientificamente supportata, della fondamentale relazione madre-figlio nei primi quattro anni di vita. La politica dovrà declinare il suo interesse e la sua premura attraverso la creazione di un’Autority al femminile come punto di riferimento per la maternità e la famiglia. Tale organo avrà poteri autonomi sia decisionali che economici e si porrà l’obiettivo di coordinare l’educazione alla maternità e alla paternità con corsi specifici. Dovrà poi sostenere un centro studi sui nuovi metodi educativi di tipo protomentale intuiti­vo, empatico, da contatto fisico e provenienti da ogni altro mezzo protorazionale tipico del Mirabile periodo. Questo organo avrà rappresentanti femminili presso tutti i ministeri interessati, che si impegneranno nel rendere libere le madri verso il loro impegno lavorativo. Sarebbe importante e necessario infine stilare una Carta dei diritti della madre e del bambino che tenga conto del mirabile rapporto d’amore che da sempre è stato vivo tra di loro.

Nella Chiesa infine la donna sarà posta al centro della nuova evangelizzazione, che deve essere pensata già dalle origini dell’essere umano, nel corpo materno durante la gestazione. A lei e solo a lei sarà affidato il compito di formare alla sensibilità religiosa i propri figli, in modo da costruire un solido terreno fertile per la predicazione successiva.

Carlo Santanchè

Il mirabile periodo

Culla dell’educazione

Prefazione: Giorgio Gibertini e P. Renato Raffaele Lupi

Pagine: 112

Euro 14

ordinalo on line

copertina libro Mirabile Periodo

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