Adriano si confessa: “Con la testa di oggi avrei vinto il Pallone d’Oro”

L’ex attaccante brasiliano racconta a Luca Toni il suo percorso tra rimpianti, depressione e l’amore per l’Inter: “Dopo la morte di mio padre, non c’ero più con la testa”

Una carriera di alti e bassi. Adriano, l’uomo che per potenza e tecnica venne soprannominato “l’Imperatore”, ha aperto il suo cuore nell’ultimo episodio della serie “Fenomeni” di Amazon Prime Video, condotta dall’ex centravanti azzurro Luca Toni. Un’intervista che arriva dopo la recente partecipazione del brasiliano all’evento “Operazione Nostalgia” di Parma, dove ha ritrovato tanti ex compagni e avversari del suo periodo italiano.

I rimpianti e la consapevolezza

Un potenziale inespresso. “Ho sempre detto che avrei potuto fare di più, però le cose non sono andate così e ne sono successe altre che mi hanno fermato. Questa è ciò di cui mi pento di più”, confessa l’ex attaccante con sguardo malinconico. “L’Adriano ventenne con la testa di oggi forse avrebbe vinto il Pallone d’Oro. Ma ormai è andata: voglio, però, dire che non ho fatto ciò che ho fatto perché volevo fare festa o chissà cosa, l’ho fatto perché avevo un peso sul cuore.”

Parole che racchiudono l’essenza di una carriera che sembrava destinata a raggiungere vette straordinarie, ma che si è fermata prima del tempo, vittima di circostanze personali che hanno avuto la meglio sul talento calcistico.

L’arrivo all’Inter e l’incontro con Ronaldo

La grande sorpresa. Adriano ricorda con emozione il suo approdo in nerazzurro: “Il mio arrivo all’Inter? L’ho scoperto una mattina dopo essermi svegliato. Non sapevo che sarei andato all’Inter, il mio procuratore mi ha detto solo che sarei andato a giocare in Italia. Mi sono svegliato alle dieci, alle cinque stavo andando in aeroporto. Non mi immaginavo che sarei arrivato in Europa così presto.”

L’incontro con il suo idolo Ronaldo rappresentò un momento indimenticabile: “Quando incontrai Ronaldo mi disse ridendo: ‘Ma come mi guardi?’. E io gli risposi: ‘Sei Ronaldo, un anno fa ero nella favela e ora sono a casa tua’. Avevo la pelle d’oca quando gli parlavo.”

La depressione e l’aiuto rifiutato

Il punto di svolta mancato. La morte del padre segnò profondamente Adriano e la sua carriera. “Se potessi cambiare una scelta nella mia vita? L’Inter mi aveva proposto di farmi aiutare e andare in una struttura dedicata perché ero caduto in depressione. Non ho accettato perché non capivo che ne avevo bisogno, pensavo che ciò che facevo fosse la normalità, ma non era vero. È stato un mio sbaglio. Sono un essere umano come tutti.”

Un errore di valutazione che Adriano oggi riconosce con chiarezza: “Dopo la morte di mio padre, non c’ero più con la testa. Chiamavo a casa e non sentivo la sua voce, non riuscivo ad accettare la cosa e lì ho iniziato a essere un’altra persona. Il calcio mi era sfuggito di mano. Andavo in giro per non pensare e il giorno dopo era sempre peggio.”

L’addio all’Inter e il ritorno in Brasile

Una scelta dolorosa. “Nel 2009 dissi alla società e ai compagni che se c’era la possibilità di tornare in Brasile non sarei più rientrato, e così fu. Non era giusto che rimanessi, anche per rispetto dei compagni e dell’Inter: parlai con Moratti, non volevo approfittare di lui e di uno stipendio alto, senza giocare.”

Adriano spiega le motivazioni profonde di quella decisione: “Quello che mi mancava era la mia famiglia e non il calcio, tanto che quando sono tornato in Brasile per due mesi non ho giocato. Moratti mi ha sempre dato e offerto tutto l’aiuto possibile che io non ho accettato, sbagliando.”

L’esperienza alla Roma rappresentò un tentativo di riconciliazione con il calcio italiano: “Sono tornato in Italia alla Roma perché lo dovevo al calcio italiano: volevo chiedere scusa per come ero andato via. Speravo di dimostrare ancora qualcosa, ma non ci sono riuscito.”

La carriera di Adriano rimane uno degli esempi più emblematici di come il talento calcistico possa essere condizionato da fattori umani e personali, ricordandoci che dietro ogni campione c’è sempre una persona con le proprie fragilità. Una storia di alti e bassi che continua ad appassionare i tifosi, come dimostra l’interesse generato dalle analisi di mercato su https://www.exclusivebet.io/it/, piattaforma dove gli esperti confrontano spesso il potenziale dei nuovi talenti con quello di leggende come l’Imperatore.

Mentre Adriano fa i conti con i suoi rimpianti, il calcio italiano continua a guardare avanti alla ricerca di nuovi talenti, come evidenziato nell’articolo sul possibile accordo tra la Juventus e Jonathan David, attaccante che potrebbe seguire le orme dei grandi bomber che hanno fatto la storia della Serie A.

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