Calcio, la tanto attesa ripartenza della serie A, dopo il Covid19

A metà giugno si spera di riprendere il campionato, intanto si attende il 18 maggio per gli allenamenti collettivi.

Pochi giorni fa era arrivato il benestare, da parte del Comitato Tecnico Scientifico, agli allenamenti insieme alle proprie squadre di appartenenza, destando già non poche perplessità per le misure che si dovranno applicare per la ripartenza.

Come riportato da sportpaper.it,  Il ministro per lo sport Vincenzo Spadafora in tal senso era stato chiaro: “Sulla riapertura del campionato, se riprenderà, è perché arriviamo a una successione ordinata di protocolli che garantiranno la sicurezza per tutto e tutti. Non era possibile in nessun modo riaprire prima per spinte strumentali di chicchessia”. Precisando inoltre che l’ eccessivo dibattito sul calcio in questo momento debba passare in secondo piano.

La Figc ha quindi riscritto il protocollo, dove secondo le indicazioni del Comitato tecnico/scientifico del Governo, l’ostacolo maggiore è sull’ intolleranza della gestione dei possibili positivi e della quarantena; sempre su Sport Paper sono riportate le parole del Ministro che ha affermato che la Figc riadatterà il proprio protocollo per consentire la ripresa degli allenamenti dal 18 maggio, e che resterà da definire nei prossimi giorni la ripartenza della massima serie, precisando che la ripresa dovrà essere in sicurezza tutelando la salute dei giocatori e dello staff. Evidenziando un ‘misunderstanding’, tra le due istituzioni relativo alle misure di sicurezza.

La Uefa intanto decide come data ultima, il 25 maggio, per avere i nuovi calendari oppure la griglia delle classifica finale con le squadre qualificate alla prossima edizione delle Coppe. La scelta della ripresa, o meno spetterà al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, decisione che prenderà dopo il confronto che avrà con i dirigenti della Federcalcio Gabriele Gravina e della Lega di Serie A Paolo Dal Pino.

Ripresa o interruzione definitiva del campionato: i due scenari

Ipotizzando una ripresa del campionato è previsto un ‘tour de force’ non indifferente con ben 124 partite da giocare in 40/45 giorni, quattro recuperi più 12 giornate (120 match), giocando almeno 3 volte a settimana così da ultimare il campionato entro la fine di luglio dando spazio ad agosto alle Coppe, con Champions ed Europa League in agenda per tutto il mese.

Qualora si prospetti l’ipotesi d’interruzione della serie A, il comma 211 del Decreto di Rilancio (Decreto di oltre 450 pagine), dovrebbe disciplinare oltre all’eventuale chiusura definitiva del massimo campionato, anche le misure necessarie alla ripartenza della prossima gestione.

Il provvedimento fa riferimento agli effetti che avrà nel caso in cui i club decidessero di fare ricorso, in virtù di una conclusione anticipata del campionato con relativi verdetti; rendendo così più snello il procedimento giudiziario sportivo, affidandolo al Collegio di garanzia dello Sport del Coni, eliminando di fatto i due gradi di giudizio federali.

Con il rischio che la UEFA possa vagliare l’ipotesi di esclusione dalle competizioni europee delle squadre italiane, con danni incalcolabili sotto il profilo finanziario e non solo.

In rappresentanza dei giocatori, si è pronunciato anche il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi, il quale ritiene corretto terminare il campionato, sensibilizzando i calciatori a maggiore responsabilità.

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