BAYERN MONACO: LACRIME E RIMPIANTI DOPO L’ADDIO ALLA CHAMPIONS
Kane inconsolabile, Müller saluta i tifosi e l’Inter si conferma bestia nera dei bavaresi
Un dolore che brucia più del solito. L’eliminazione dalla Champions League per mano dell’Inter lascia il Bayern Monaco con un carico di amarezza particolarmente pesante. Non solo per le numerose assenze che hanno condizionato il doppio confronto, ma soprattutto perché la finale di quest’anno si giocherà proprio all’Allianz Arena, lo stadio di casa dei bavaresi.
La ferita della finale in casa
Joshua Kimmich ha espresso con parole cariche di emozione il sentimento che pervade tutto l’ambiente: “Il 31 maggio sarà un giorno doloroso per noi”, ha confessato il centrocampista tedesco, “sapere che nel nostro stadio si disputerà la partita più importante della stagione europea senza la nostra presenza sarà difficile da digerire”.
Una sensazione amplificata dalla convinzione, diffusa nell’ambiente bavarese, che con una rosa al completo l’Inter avrebbe rappresentato un ostacolo superabile nel percorso verso quella finale casalinga che avrebbe avuto un sapore speciale.
Il dramma personale di Kane
Al termine della sfida di San Siro, le telecamere hanno indugiato su Harry Kane, visibilmente provato e con gli occhi lucidi mentre salutava i tifosi nel settore ospiti. Per l’attaccante inglese, questa eliminazione rappresenta l’ennesimo capitolo di una carriera paradossale: straordinaria sul piano delle prestazioni individuali ma ancora a secco di trofei importanti.
L’ex centrocampista del Bayern e della nazionale tedesca Michael Ballack ha offerto un’analisi toccante della situazione: “Comprendo perfettamente le lacrime di Kane”, ha dichiarato, “ogni opportunità persa allarga la ferita, soprattutto quando sai che gli anni a disposizione diminuiscono. Probabilmente ha la consapevolezza che questa squadra avrebbe potuto ottenere molto di più”.
La consolazione per il bomber inglese potrebbe arrivare dalla Bundesliga, dove il Bayern guida la classifica con sei punti di vantaggio a cinque giornate dalla fine. Sarebbe il primo titolo della carriera per Kane, ma è evidente che il suo sogno principale quest’anno fosse la Champions League.
L’addio di Müller e il tabù Inter
Se per Kane c’è ancora la speranza di conquistare un giorno la Champions con altre maglie, per Thomas Müller la storia col Bayern Monaco e con il massimo trofeo europeo potrebbe essere definitivamente conclusa. Il contratto del veterano tedesco scade a luglio e non verrà rinnovato, segnando la fine di un’era dopo il Mondiale per Club.
Il suo saluto ai tifosi tedeschi a San Siro ha avuto i contorni dell’addio: applausi, un bacio lanciato verso gli spalti e quel gesto emblematico di battere ripetutamente il pugno sullo stemma del Bayern prima di dirigersi negli spogliatoi.
“Quando ho sentito i cori dei nostri tifosi, il mio corpo ha reagito istintivamente, avevo la pelle d’oca”, ha confessato Müller dopo la partita. “Al momento, sinceramente, non mi interessa molto pensare a quello che sarà il mio futuro”.
Per lui, che è stato contattato da diversi club europei (tra cui la Fiorentina), l’Inter rappresenta una sorta di nemesi calcistica: i nerazzurri hanno segnato momenti cruciali e dolorosi della sua carriera, dalla sconfitta nella finale del 2010 alle eliminazioni del 2011 e ora del 2024. Un bilancio impietoso di zero qualificazioni negli scontri diretti ad eliminazione.
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Guardando al futuro
Mentre il Bayern Monaco elabora questa nuova delusione europea, la squadra dovrà rapidamente ritrovare concentrazione per chiudere il discorso Bundesliga. La vittoria del campionato nazionale permetterebbe di salvare parzialmente una stagione che rischia altrimenti di essere ricordata solo per i rimpianti.
La situazione ricorda quella di altre grandi squadre europee che hanno dovuto affrontare momenti di transizione e ripartenza dopo periodi difficili, come accaduto in Serie A dopo la pausa forzata per la pandemia, quando alcune corazzate hanno dovuto ricostruire motivazioni e identità.
Il presidente del Bayern, Herbert Hainer, ha cercato di guardare avanti con ottimismo: “Questa non è la fine di un ciclo, ma un momento di riflessione. Abbiamo una rosa di grande valore che continuerà a competere ai massimi livelli. La delusione di oggi sarà la motivazione per tornare più forti domani.”
Le prossime settimane saranno decisive non solo per la conquista del titolo domestico, ma anche per programmare la prossima stagione, con decisioni importanti da prendere su alcuni pilastri della squadra e su possibili nuovi innesti per tornare a dominare anche in Europa.